Pagamenti mobile per esercenti e banche

Nell’articolo “Il futuro dei pagamenti online e lo smartphone” abbiamo, sia pur brevemente, illustrato come stia entrando anche in Italia l’uso dello smartphone per i pagamenti online. Poter lasciare a casa il portafogli, o dimenticarselo, non ricordare la password, son tutti fatti che con queste modalità di pagamento non saranno più un problema.

Questa considerazione vale per i clienti, ma i commercianti e le banche che ne pensano?

 

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Da quando Apple si è mossa in questo campo, con la piattaforma di Cupertino, migliaia di negozi hanno già aderito al programma. Non però Amazon. Per quale ragione? Perché non condivideva la bontà della tecnologia NFC che veniva utilizzata per Apple Pay.

Che ha fatto allora Amazon? Ha pensato ad un’alternativa: servirsi,  per il mobile, di Payments, con cui è possibile fare acquisti su qualsiasi sito utilizzando i dati delle carte di credito registrate appunto sul conto di Amazon.

Naturalmente oggi non è certo l’unica alternativa, ce ne sono altre, tutte con lo stesso obiettivo, che è quello di offrire un modo comodo, veloce e sicuro per fare acquisti online.

Vediamone alcune tra le più note, partendo, ovviamente da NFC che è il sistema più famoso e diffuso al mondo.

 

NFC (Near Field Communication)

E’ una tecnologia sviluppata da Philips, Nokia e Sony che permette una comunicazione wireless a corto raggio, al massimo entro 10 centimetri, tra due dispositivi, quello del commerciante e quello del cliente, ambedue opportunamente predisposti, e permette di pagare semplicemente toccando la superficie dello smartphone a una distanza di circa 4 centimetri dal POS Contactless del negozio.

In Italia comincia a diffondersi, visto che gran parte dei modelli di smartphone usciti negli ultimi due anni sono dotati di questo chip (pare si tratti di 15 milioni di telefoni già pronti), su cui naturalmente bisogna scaricare la piattaforma da utilizzare, che va scelta a seconda se si ha un iPhone (Apple Pay) o Android (Google Wallet).

Purtroppo il numero dei negozi dotati di un Pos contactless attualmente è limitato ed è un servizio presente solo nella grande distribuzione e nella provincia di Milano, usata come zona sperimentale.

 

HCE (Host Card Emulation)

E’ una soluzione applicativa simile ad una carta di pagamento, senza la necessità di ricorrere ad un Secure Element disponibile sul telefonino; ci pensa   un server remoto.

Non è una novità di quest’anno, è già stata adottata da alcune startup fin dal 2012; inoltre nel 2013 il gruppo bancario spagnolo Bankinter prima e la società olandese Bell ID poi hanno elaborato soluzioni basate sull’HCE.

Il suo successo è stato però decretato da Google, quando, nel mese scorso, ha deciso di utilizzare HCE nel suo nuovo sistema operativo, Android 4.4 KitKat.

Infine, è notizia recente, anche Mastercard e Visa hanno annunciato il loro appoggio alla tecnologia HCE, fornendo App realizzate con l’intento di renderne più facile l’adozione da parte delle banche.

In questo modo HCE si presenta come un sistema realizzato soprattutto per gli istituti di credito e per le banche, che sfrutta sempre la tecnologia NFC.

E’ sicuro? Pare proprio di sì, perché offre un ottimo servizio: garantisce che i dati delle carte di credito non siano rintracciabili dal telefono ma siano salvati unicamente sui server.

 

Qr Code (Quick Response)

E’ una tecnologia sviluppata nel 1994 dalla compagnia giapponese Denso Wave, per tracciare i pezzi di automobili nelle fabbriche della Toyota ed è stata poi utilizzata per memorizzare informazioni, ora anche per essere lette tramite un telefono cellulare o uno smartphone.

Lo sviluppo e l’uso di questa tecnologia, prima negli Stati Uniti, poi in Europa e, più recentemente, anche in Italia è stato infatti favorito dalla diffusione dello smartphone.

Dagli esercizi commerciali si è passati ora anche alle banche. Alcune, infatti, hanno realizzato delle App che sfruttano questo sistema per il pagamento. In che modo? Si inquadra il codice sullo scontrino e lo smartphone registra l’operazione sul conto corrente.

 

Solo

E’ un prodotto tutto italiano che ha vinto nel 2014 il primo premio a Roma all’”Innovation Lab.

Secondo Edoardo Raimondi, co-fondatore della start-up, è un metodo di pagamento “che permette agli esercenti di incassare con carta di credito tramite un link, che può essere inviato al cliente via email, messaggio o status sulle reti sociali”.

E’ un Pos virtuale che concentra tutte le altre alternative in una sola.

Il funzionamento è il seguente: il commerciante si registra sul sito, poi invia un link al cliente, tramite posta elettronica, SMS, messaggio sui social, QR code o NFC, che effettua il pagamento da smartphone, tablet o pc. Non ci sono costi, app o hardware necessari, e questo fa pensare che avrà una rapida diffusione nel prossimo futuro.